Frequenze a Impulsi

La FAI Factory è uno spazio polivalente di partecipazione, espressione e creatività giovanile: si trova in un night club, ora ristrutturato, confiscato alla criminalità organizzata che il Comune di Milano ha assegnato ad Arché.

Le Frequenze a impulsi sono le attività condotte dai volontari di Arché per offrire a preadolescenti e adolescenti la possibilità di sviluppare capacità individuali e di gruppo, per essere protagonisti e responsabili.

La web radio che puoi ascoltare da questo sito racconta chi siamo e cosa facciamo nella FAI Factory, che è per noi opportunità educativa e canale creativo, terra di mezzo da abitare per dare spazio e possibilità di sviluppo a forme d’arte vicine ai ragazzi.

Tutto ciò nella Milano capitale dell’arte, del design, delle radio!

Ma tu ci credi?

RISCHIANDO SI IMPARA

Tempo fa, avevo scritto qualcosa ( http://www.frequenzeaimpulsi.org/blog/2010/03/regole-in-montagna/) rispetto alla regolamentazione dell’irregolabile, riferendomi alle montagne, ambiente naturale tra i più congeniali a noi che bazzichiamo per la Factory. Rispetto all’idea di regolare gli ambienti rischiosi, di snaturare un ambiente naturale che ha già le sue regole, ho letto un bell’intervento di Maurizio Zanolla, detto Manolo, riconosciuto come il più grande arrampicatore dei giorni nostri. Ho deciso di copiarlo e lo propongo qui di seguito (l’originale si trova su Montagne360, la rivista del CAI, che saluto cordialmente). Per chi fosse interessato, segnalo anche la sua conversazione con Daria Bignardi alle Invasioni Barbariche: http://www.youtube.com/watch?v=3uou-Zlx-BM

Un modo per svuotare l’individuo e renderlo capace di accettare tutto quello che gli è imposto, è togliergli la possibilità di acquisire l’esperienza che lo porti a esercitare il proprio spirito critico, raggiungibile solo attraverso percorsi faticosi e a volte dolorosi, come quello di cercare di conoscere se stessi. Stiamo attraversando una crisi di credibilità e di fiducia proprio per la mancanza di responsabilità dell’individuo. L’alpinismo, permette di affrontare sempre nuovi viaggi attraverso strade rischiose che spaventano, ma niente come la natura selvaggia mi ha insegnato ad avere nuovi occhi e a comprendere quanto più rischioso sarebbe stato non percorrerle.

La responsabilità è una libertà irrinunciabile per comprendere consapevolmente il peso delle conseguenze ed essere in grado di accettarle. L’alpinismo sicuro, esente da rischi, è ipocrisia e non lo condivido: è solo un surrogato. La montagna, con i suoi luoghi difficili e invivibili, deve continuare a essere libera e accessibile a tutti. E’ una grande opportunità anche per capire che non è per tutti. Siamo ciò che viviamo e l’alpinismo, attraverso la libera possibilità di sperimentare , ci porta spesso a esplorare anche le nostre debolezze  e quindi a una conoscenza più profonda. Fernando Pessoa afferma che la vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori e ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo.