Frequenze a Impulsi

La FAI Factory è uno spazio polivalente di partecipazione, espressione e creatività giovanile: si trova in un night club, ora ristrutturato, confiscato alla criminalità organizzata che il Comune di Milano ha assegnato ad Arché.

Le Frequenze a impulsi sono le attività condotte dai volontari di Arché per offrire a preadolescenti e adolescenti la possibilità di sviluppare capacità individuali e di gruppo, per essere protagonisti e responsabili.

La web radio che puoi ascoltare da questo sito racconta chi siamo e cosa facciamo nella FAI Factory, che è per noi opportunità educativa e canale creativo, terra di mezzo da abitare per dare spazio e possibilità di sviluppo a forme d’arte vicine ai ragazzi.

Tutto ciò nella Milano capitale dell’arte, del design, delle radio!

Ma tu ci credi?

Osservazioni non richieste sugli e-book

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Negli ultimi anni sono stati lanciati sul mercato un discreto numero di lettori di e-book. Inizialmente ero molto scettico verso tutto ciò che riguardasse l’editoria digitale, ma pian pianino mi sono interessato all’argomento: se un paio di anni fa avrei giurato di comprare per tutta la vita libri cartacei, da qualche giorno sto usando un Kindle, l’e-book reader di Amazon. Mi trovo benissimo: è comodo, leggero, pratico. Non mi ritengo, però, un tecno-entusiasta in toto. Uso la tecnologia che mi serve, non la venero in quanto esistente. L’e-book è un interessante mezzo per rendere più facile e trasmissibile una grande quantità di testi: nel mio piccolo lo uso e lo userò affiancandolo sicuramente ai libri normali.

Qualche mio coetaneo, sapendo della mio nuovo spirito, mi ha guardato come si guarda un pover’uomo ignaro del fatto che ascoltare la musica rock ad alto volume fa male ai timpani. Ho provato a spiegare loro come io la pensi: sento di guardare positivamente un’innovazione che apre nuove forme di lettura, di conoscenza, di trasmissione della cultura. L'e-reader non deve essere pensato come un superamento, un surclassamento del formato cartaceo, ma come qualcosa che si pone affianco ad esso. Inoltre è inutile combattere contro il vento: non sono certo io ad accettare supinamente le innovazioni e tutto ciò che viene etichettato come progresso, ma in questo caso mi sembra che all’editoria si sia aggiunto, non sottratto, qualcosa, da un certo punto di vista, e che ormai la traccia è segnata. Se poi parliamo dei compensi degli autori, dei relativi guadagni, apriamo un argomento più delicato, sul quale non intendo scrivere adesso. Insomma, quando dalle tavolette di cera si passò ai papiri; quando dai papiri si passò alla carta di stracci; quando dalle edizioni rilegate si passò alle grandi tirature; quando dal cavallo si passò all’automobile e dalla carovana al treno a carbone, le innovazioni hanno sempre destato forti sospetti, forti pregiudizi. Prima si usino le innovazioni, poi si giudichino.

L’e-reader, in particolare, mi sembra un’innovazione utile ma, come tutto ciò che appare nuovo e diverso da ciò che siamo abituati a vedere, crea incertezza e instabilità nei giudizi. Consiglio, anche a me stesso, di guardare alle novità con più apertura. Il mio amico Robi ha venticinque anni, mette ancora le t shirt e non gli piacciono i chelsea boots.