Frequenze a Impulsi

La FAI Factory è uno spazio polivalente di partecipazione, espressione e creatività giovanile: si trova in un night club, ora ristrutturato, confiscato alla criminalità organizzata che il Comune di Milano ha assegnato ad Arché.

Le Frequenze a impulsi sono le attività condotte dai volontari di Arché per offrire a preadolescenti e adolescenti la possibilità di sviluppare capacità individuali e di gruppo, per essere protagonisti e responsabili.

La web radio che puoi ascoltare da questo sito racconta chi siamo e cosa facciamo nella FAI Factory, che è per noi opportunità educativa e canale creativo, terra di mezzo da abitare per dare spazio e possibilità di sviluppo a forme d’arte vicine ai ragazzi.

Tutto ciò nella Milano capitale dell’arte, del design, delle radio!

Ma tu ci credi?

Agitato, non mescolato

Lo scorso 31 agosto è morto Carlo Maria Martini. Per più di vent’anni vescovo di Milano, non si è mai limitato a svolgere le sue funzioni ufficiali e ha sollevato problematiche che la Chiesa, spesso, ha cercato di evitare. L’8 agosto Padre Georg Sporschill e Federica Radice lo incontrarono per la sua ultima intervista. Ed ecco che anche lì si coglie il bisogno di porre quesiti e la necessità spirituale e pragmatica di risolverli. Dice infatti che “i sacramenti non sono uno strumento di disciplina” e che vanno concessi anche a “divorziati, alle coppie risposate, alle famiglie allargate” perché esse sono un dato di fatto innegabile della società contemporanea. Sostiene poi che l’indissolubilità del matrimonio “ è una garanzia quando un matrimonio e una famiglia riescono” e “la Chiesa è rimasta indietro di duecento anni.” Insomma, frasi che fanno pensare soprattutto i devoti più pii. Sempre in quest’intervista parla della necessità di mettersi al passo con i tempi anche “in materia sessuale”. Insomma, era un credente intellettualmente onesto. Per essere chiari: ciò che ho riportato sopra può sembrare scontato e quasi banale ai non credenti; era invece un segnale forte per la comunità cattolica. I suoi messaggi erano forti. Noi di Arché lo andammo a trovare a Gallarate un anno fa. Ci disse: “La solidarietà è obbligatoria”. Al di là del fatto che il termine obbligatorio mi spaventa sempre un po’ perché non capisco quali siano i suoi limiti, chiedo ausilio alla mia presunta capacità critica. Ho interpretato le frasi di Martini come: “ E’ bene che i cittadini tengano gli occhi ben aperti e si sentano responsabili della sorte degli altri in difficoltà”. Ecco, sono sicuro che Martini avrebbe detto proprio così, se solo avesse potuto farlo con scioltezza (un anno fa il Parkinson era già avanzato).

Ferruccio De Bortoli ha scritto che sarebbe stato un avvenimento simbolico “per l’unità della Chiesa” e quasi rivoluzionario se Benedetto XVI si fosse recato a Milano per i funerali. Non l’ha fatto.