Frequenze a Impulsi

La FAI Factory è uno spazio polivalente di partecipazione, espressione e creatività giovanile: si trova in un night club, ora ristrutturato, confiscato alla criminalità organizzata che il Comune di Milano ha assegnato ad Arché.

Le Frequenze a impulsi sono le attività condotte dai volontari di Arché per offrire a preadolescenti e adolescenti la possibilità di sviluppare capacità individuali e di gruppo, per essere protagonisti e responsabili.

La web radio che puoi ascoltare da questo sito racconta chi siamo e cosa facciamo nella FAI Factory, che è per noi opportunità educativa e canale creativo, terra di mezzo da abitare per dare spazio e possibilità di sviluppo a forme d’arte vicine ai ragazzi.

Tutto ciò nella Milano capitale dell’arte, del design, delle radio!

Ma tu ci credi?

Cos'è questa ossessione per la televisione?

http://vimeo.com/17596252 Cos’è questa ossessione che abbiamo tutti per la televisione, si chiede Troiano nel monologo? L’ossessione parte dal fatto che sia stata in assoluto l'oggetto che ha caratterizzato il mondo occidentale dal dopoguerra ad oggi. Il televisore ha accomunato tutti, in Italia, da Trento a Bari, senza distinzione di classe: è stato l’oggetto più popolare, più desiderato, più acquistato e, soprattutto, il più guardato. Ha creato miti, desideri, bisogni. Generazioni di bambini sono cresciuti con esso e grandi eventi sono stati trasmessi da esso.

Tutto ciò ci ha pervaso, invaso, inzuppato.

La televisione è diventata il compagno di giochi per il doposcuola; l’ospite onnipresente al quotidiano appuntamento con il desco familiare; l’amico per la chiacchierata del dopocena; il giornale di oggi che non abbiamo letto; le imprese della nostra squadra del cuore; la principale distrazione a quello che dovremmo fare e, quindi, un'enorme perdita di tempo.

Ma al di là di ciò che trasmette, essa stessa si trasmette. Contagia. Io ci credo molto, ed è per questo che l’argomento “Tv” è una mia ossessione. Perché da suo fan, tra l'infanzia ed una parte dell'adolescenza, sono diventato suo acerrimo critico. Avendone avuta una in camera, per anni non l’ho più accesa, ma senza rimuoverla, come per ribadire la mia autonomia, la mia libertà rispetto ad un oggetto analgesico che assuefa ed impigrisce il cervello. La tv è, e ne sono convinto, il più riuscito mezzo di omologazione e controllo sociale che sia mai stato inventato. Omologazione e controllo sociale, ovvero l'annullamento dei vari modi di essere uomini. Ed ha letteralmente sfondato nella vita di ciascuno senza fare il minimo frastuono, senza essere imposto ma, al contrario, ricevendo un'accoglienza calorosa come se fosse il nostro migliore amico.

Nel collage di filmati ho proposto Pasolini, sempre interessante e lungimirante.

Egli credeva che lo strumento in sé stesse disattivando la partecipazione alla responsabilità individuale. Questo strumento delega a chi parla dall’interno. “Pensaci tu!” è il nostro tacito consenso. E così, delega oggi e delega domani non si è più cittadini ma audience, share. Si è solamente una percentuale in prima serata. Questo è tutto ciò che conta, oggi. Il valore della persona non è nei Valori ma nel valore monetario: nello spot, nella spesa e nel consumo. Nei secoli si è passati da schiavi a sudditi; poi cittadini, lavoratori, elettori-consumatori-spettatori. Il potere dell’individuo è solo e soltanto potere d’acquisto.

L’uomo è stato trasportato in un’epoca di accettazione e sottomissione al tono cattedratico del medium televisivo che, come dice Pasolini, si pone automaticamente ed aprioristicamente al si sopra del pubblico: lui parla, tu ascolti. E’ un mezzo ieratico, un ministro di dio: non c’è alcuna possibilità di interazione, ciò che dice va osservato. Tutto si osserva, niente si cambia. A parte il canale.

Giovanni Sartori nel suo saggio Homo Videns sostiene la tesi che l’uomo si trovi sotto mutazione genetica. Ci stiamo trasformando da homo sapiens a homo videns, per l’appunto, perché lo schermo modifica radicalmente il nostro apparato cognitivo. Modifica la capacità di apprendimento minando il livello di attenzione sottoponendo gli occhi ad un continuo stimolo luminoso. Inoltre tramite la tv ciò che ci viene raccontato è per immangini e non per iscritto, perciò la natura della comunicazione viene spostata dal contesto della parola al contesto dell’immagine. E ciò accade fin da piccolissimi, fin da quando, cioè, si impara a guardare prima che a leggere.

Sartori sostiene che nei nostri salotti teniamo in bella vista uno strumento antropogenetico, ovvero uno strumento che genera un uomo diverso da prima, e lo genera ad immagine e somiglianza di sé proprio come un moderno divino artefice. McLuhan lo aveva già detto: “Il mezzo è il messaggio”. Come ho scritto poco più sopra, la tv si trasmette.

“In principiò era la Parola”, una volta; oggi è l’immagine.

Fioretto per il 2011?