Frequenze a Impulsi

La FAI Factory è uno spazio polivalente di partecipazione, espressione e creatività giovanile: si trova in un night club, ora ristrutturato, confiscato alla criminalità organizzata che il Comune di Milano ha assegnato ad Arché.

Le Frequenze a impulsi sono le attività condotte dai volontari di Arché per offrire a preadolescenti e adolescenti la possibilità di sviluppare capacità individuali e di gruppo, per essere protagonisti e responsabili.

La web radio che puoi ascoltare da questo sito racconta chi siamo e cosa facciamo nella FAI Factory, che è per noi opportunità educativa e canale creativo, terra di mezzo da abitare per dare spazio e possibilità di sviluppo a forme d’arte vicine ai ragazzi.

Tutto ciò nella Milano capitale dell’arte, del design, delle radio!

Ma tu ci credi?

Clapton and Winwood live in Paris ( Based on a true story)

25 maggio 2010, Palais Omnisport de Paris Bercy, ovvero il palazzetto dello sport tra la Senna e il Ministero degli Esteri, sulla Rive Doit, è il teatro entro il quale ha avuto luogo e tempo la tappa francese del Tour che Eric Clapton e Steve Winwood stanno portando in giro per l’Europa (in Italia no, ovviamente).

L’aspettativa è altissima e  da due mostri sacri come loro, da due attempati, meglio, navigati, rocker di questo calibro non si può che attendere la reificazione del rock.

Salgono sul palco che sono da poco passate le otto.  Clapton, insieme all’alcolismo e alla dipendenza dalle droghe, ha perso anche la passione per i vestiti alla moda. Sarà anche che adesso ha superato i sessanta.

I due dinosauri, nonostante siano entrambi inglesi, sonovestiti come un americano qualsiasi durante la passeggiata pomeridiana al parco con i figli: jeans, camicia larga e senza pretese, scarpe da ginnastica. Ormai a loro non interessa apparire: loro sono loro, punto e basta. Potrebbero essere nudi, in accappatoio,  in smoking: il motivo per cui sono grandi non si vede. Ma si sente.

La scaletta parte con Had to Cry Today, brano d’apertura dell’album Blind Faith, prima ed ultima incisione effettuata dell’omonimo gruppo nel 1969, nel quale oltre ai nostri due militavano anche Ginger Backer e Rick Grech. Si prosegue con i brani più famosi realizzati singolarmente dall’uno e dall’altro, classici del blues, cover varie, dei Traffic: presence of the lord, after midnight, rambling on my mind, dear mr. fantasy, well all right, layla in versione unplugged.

Il tutto per due ore senza intervallo.

Wienwood si alterna tra l’Hammond che l’ha reso celebre, e la chitarra per fare da spalla all’amico Eric, il quale si lascia completamente andare negli assoli strepitosi che l’hanno reso il chitarrista bianco più grande del rock. La leggenda è autentica: non sembra nemmeno che suoni la chitarra, sembra che suoni se stesso, è talmente naturale che sembra che le dita si muovano senza controllo.

Questa sera la sua voce da bluesman, divenuta roca a furia di fumare e sforzandosi di somigliareai suoi idoli, non è così caratteristica come nell’album From the Cradle, ma ci accontentiamo.

Da ricordare, a parte tutto il resto, Steve Gadd e Weeks compresi, Gimme some Lovin, autentico cavallo di battaglia di Winwood e già brano di punta della colonna sonora dei Blues Brothers.

In chiusura una versione di Voodoo Chile da quindci minuti abbondanti e, non poteva certo mancare, Cocaine, con uno splendido assolo del tastierista Chris Stainton.

Come vuole la tradizione alla fine dell’ultimo ritornello si esclama tutti insieme “Cocaine!”. Certo non è educativo né politicamente corretto. Però è Rock.[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=6F3czhKWc9U[/youtube]