Frequenze a Impulsi

La FAI Factory è uno spazio polivalente di partecipazione, espressione e creatività giovanile: si trova in un night club, ora ristrutturato, confiscato alla criminalità organizzata che il Comune di Milano ha assegnato ad Arché.

Le Frequenze a impulsi sono le attività condotte dai volontari di Arché per offrire a preadolescenti e adolescenti la possibilità di sviluppare capacità individuali e di gruppo, per essere protagonisti e responsabili.

La web radio che puoi ascoltare da questo sito racconta chi siamo e cosa facciamo nella FAI Factory, che è per noi opportunità educativa e canale creativo, terra di mezzo da abitare per dare spazio e possibilità di sviluppo a forme d’arte vicine ai ragazzi.

Tutto ciò nella Milano capitale dell’arte, del design, delle radio!

Ma tu ci credi?

FREQUENZE A IMPULSI SUL CORRIERE DELLA SERA

Il 23 aprile il Corriere della Sera ci ha dedicato un'intera pagina.

MILANO - Si chiamava «Pink Rabbit» e l’insegna, stile Playboy, non lasciava dubbi. Pareti in stucco veneziano rosa acceso, bagni di lusso, telecamere per controllare i clienti. E poi due particolari inquietanti: il quadro di controllo dietro una porta blindata e l’ufficio, raggiungibile da una scaletta laterale, con soffitti così bassi da costringere a una innaturale posizione semi-piegata. Il locale, in via Jean Jaures 7/9 (zona Turro, a due passi dalla ciclabile della Martesana), ha cambiato proprietario. È uno dei tanti beni immobili confiscati alla criminalità organizzata e affidati, tramite bando comunale, a una onlus. Lo ha vinto l’associazione Archè e sabato, con una grande festa musicale aperta a tutti, a partire dalle 16.30, inaugura «Frequenzeaimpulsi», factory creativa per ragazzi (tel.02.66.88.521; www.frequenzeaimpulsi.org).

Da luogo di mafia a luogo che promuove le capacità artistiche dei giovani: nelle stanze dove i trafficanti riciclavano, adolescenti impareranno a mixare, registrare un brano, suonare dal vivo. «Ci vuole una benedizione», ha detto l’impiegata comunale a padre Giuseppe Bettoni, fondatore di Archè, al momento della consegna delle chiavi, a luglio dello scorso anno. «Ci vuole soprattutto un secchio!», ha pensato lui guardandosi in giro per la prima volta. Gli interni hanno, ovviamente, cambiato faccia: coloratissimi, rosso ciliegia le stanze, gialla la cucina, verde mela la sala di registrazione, e con porte scorrevoli per un uso modulare degli spazi.

Archè, che ha venti anni di storia alle spalle nel campo dell’Aids pediatrico, dal Duemila porta avanti anche progetti per adolescenti legati alla musica e alla creatività. «Quando abbiamo iniziato a pensare di offrire nuove opportunità ai ragazzini — racconta Jacopo Dalai, responsabile della sede — ci siamo chiesti come entrare in contatto con loro. Lo abbiamo fatto nella maniera più semplice: uscendo per le strade del nostro quartiere e intercettando i loro desideri». «Abbiamo capito — prosegue — che erano interessati soprattutto alla musica: così abbiamo dato vita a una web radio, frequenzeaimpulsi, la prima di Milano». E intorno alla radio, ospitata prima nella sede di via Cagliero, poi dentro la media Franceschi, è nato un gruppo e dal gruppo nuove idee. I ragazzini seguiti allora, oggi tutti all’Università, sono diventati i volontari che in via Jaures, con la supervisione degli operatori, seguiranno tutti i pomeriggi gli adolescenti. «Cosa faremo? Partiamo con laboratori per imparare a usare i software, studio di registrazione, musica d’insieme — racconta uno di loro, Francesco, studente di ingegneria gestionale — ma pensiamo anche a spray art, laboratori video, workshop fotografici e quello che la fantasia e le richieste suggeriranno». Tutto gratis, grazie a un finanziamento della Fondazione Cariplo.

L'articolo è firmato da Marta Ghezzi.

Alla prossima!