Frequenze a Impulsi

La FAI Factory è uno spazio polivalente di partecipazione, espressione e creatività giovanile: si trova in un night club, ora ristrutturato, confiscato alla criminalità organizzata che il Comune di Milano ha assegnato ad Arché.

Le Frequenze a impulsi sono le attività condotte dai volontari di Arché per offrire a preadolescenti e adolescenti la possibilità di sviluppare capacità individuali e di gruppo, per essere protagonisti e responsabili.

La web radio che puoi ascoltare da questo sito racconta chi siamo e cosa facciamo nella FAI Factory, che è per noi opportunità educativa e canale creativo, terra di mezzo da abitare per dare spazio e possibilità di sviluppo a forme d’arte vicine ai ragazzi.

Tutto ciò nella Milano capitale dell’arte, del design, delle radio!

Ma tu ci credi?

Regole in Montagna

Sul Corriere della Sera del 4 marzo 2010 c’è un articolo dedicato alla stesura del Codice della Neve.

Si tratta della regolamentazione, su modello del codice della strada, dei comportamenti a cui attenersi sia sulle piste che all’esterno dei percorsi tracciati (o prefatti, che dir si voglia). Finchè si parla di norme riguardanti le piste da sci posso essere d’accordo. La mia esperienza personale dice che già vi siano regole di buon comportamento segnalate presso gli impianti di risalita ma, da quel che leggo, si intenderebbe stilare un codice a livello nazionale. Fin qui dicevo, tutto a posto.

Quando, poi, si va a parlare di itinerari fuori pista, si sentono sempre cialtronerie a valanga, è proprio il caso di dire, da parte di chi, evidentemente, non sa proprio da che parte scenda la neve (a proposito: spunta sugli alberi o si compra in pescheria?).  Essendo l’argomento complesso, andrebbe affrontato con cognizione di causa. Ma come può un ministro della Repubblica introdurre come regola questo (cito l’articolo): “Se le condizioni meteorologiche sono proibitive il fuoripista non si potrà fare. Lo faccio lo stesso? Andrò incontro ad una sanzione”. Ma che novità è, vi chiedo? Non saranno mica tutti masochisti, no? E’ ovvio che se è in corso una bufera, si torna a casa davanti al caminetto con il gatto in grembo a sorseggiare una buona cioccolata (corretta) rigorosamente con panna. Ma questa storia della sanzione non l’ho capita. Chi me la da? Il ministro in persona o la marmotta che dorme beata nel bel mezzo del suo meritato letargo, immersa in profumati sogni al rododendro? Per ricevere una multa bisognerà che qualcuno mi veda. Mica vorranno mettere le telecamere anche sopra i 3000? Continua: “E con condizioni meteo buone, per fare il fuoripista bisognerà sempre essere con una guida alpina”. Come scusi? Ecco, questo è proprio il segno inequivocabile che chi parla non sa proprio di cosa stia parlando. Mi sembra un po’ come se chiunque volesse andare a fare una passeggiata in un bosco dovesse essere accompagnato da una guardia forestale; come se per entrare in mare dovessimo chiamare il bagnino. Chi sceglie itinerari fuori porta lo fa proprio perché sente di voler stare in compagnia di pochi eletti e non di sconosciuti a pagamento. Un altro esempio: come se per un giro in barca dovessimo pagare un membro della Guardia Costiera. Ma perché non chiamare direttamente la Marina Militare?

Il ministro parla di sicurezza per i “turisti della montagna”. Ma turista è anche, spesso, sinonimo di inconsapevole, neofita, inesperto, fuori luogo. Ecco, gli inesperti stiano a casa, a meno che non siano accompagnati da qualcuno che sappia il fatto suo.

Per il resto le regole da tenere presente sono due: rispetto e accortezza.

Per la prossima gita avrei intenzione di invitare il ministro. A naso accetta. Volete venire anche voi?