Frequenze a Impulsi

La FAI Factory è uno spazio polivalente di partecipazione, espressione e creatività giovanile: si trova in un night club, ora ristrutturato, confiscato alla criminalità organizzata che il Comune di Milano ha assegnato ad Arché.

Le Frequenze a impulsi sono le attività condotte dai volontari di Arché per offrire a preadolescenti e adolescenti la possibilità di sviluppare capacità individuali e di gruppo, per essere protagonisti e responsabili.

La web radio che puoi ascoltare da questo sito racconta chi siamo e cosa facciamo nella FAI Factory, che è per noi opportunità educativa e canale creativo, terra di mezzo da abitare per dare spazio e possibilità di sviluppo a forme d’arte vicine ai ragazzi.

Tutto ciò nella Milano capitale dell’arte, del design, delle radio!

Ma tu ci credi?

GET INTO THE GROOVE!

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Incognito

Grandi, grandissimi.

Ma chi? Incognito.

Ancora una volta. Un ritmo pazzesco, un suono favoloso, una precisione spettacolare, pezzi da brivido, di quelli che ti ti tirano su dalla sedia anche se odi ballare. Otto concerti in quattro giorni, una tirata pazzesca e la stanchezza che si nota, guardando l'ultima esibizione dai tavolini del Blue note, in un primo brano un po' affaticato anche se sempre "perfetto". Ma questo, almeno personalmente, ha fatto più piacere che altro, perchè LORO quella robaccia per far finta di essere superuomini non la vogliono, perchè non è vero che ti devi riempire di schifezze per essere al meglio. La loro forza è nelle orecchie e nelle mani del pubblico, così dicono.

Ma chi? Incognito.

Sto parlando della band capostipite dell'acid jazz che quest'anno festeggia i trentun'anni di attività.

Embè? Chi sono questi? Incognito.

E che è 'sto acid jazz? Incognito.

 C'è dentro il jazz? Allora è roba da secchioni musicali... Riduttivo dire che, per loro, è solo la definizione di un genere musicale... Anche perchè, a detta di Bluey, il fondatore, la definizione tecnica è assai difficile, dato che si parla di un genere che tra le sue influenze vanta "tutte le persone incontrate fin ora", con le loro storie, la loro musica o non musica, il loro pensiero, le loro idee. Una musica che è prima di tutto, come del resto tutte le musiche dovrebbero essere, un mezzo per trasmettere un modo di vivere, una visione talmente gioiosa e genuina della vita che non si può non riportarla nelle proprie canzoni. Non a caso quello che è considerato il loro miglior album ha come titolo "Positivity" (con titoli come "Better days", "Smiling faces" e la stessa "Positivity"). E, dopo aver ASCOLTATO - non "visto"! - un loro concerto, non torni a casa senza un po' di "positivity". Certo, è una musica che ti chiede attenzione, non è facile da apprezzare fino in fondo, così come non ne è comune il messaggio.

Non a caso genere e gruppo sono sconosciuti ai più. Perchè? Perchè la voglia di vivere non fa tendenza come, l'equilibrio non è modaiolo, l'affetto sincero è da checche.

Perchè adesso la musica ce l'hai dappertutto, la musica "di consumo", tanto che non ti accorgi nemmeno di quello che hai appena ascoltato, siamo pieni di musica vuota, non piace la musica che fa "succedere qualcosa", che stimola i neuroni, basta che ti vibrino le ossa dal rumore, basta che ti stordisca, piace il volume, qualunque schifezza digitale diventa "una figata" se sparata a 130 deciBel, magari in una sala buia tutti ammassati, magari con qualche pasticca.

Mi sono stupito di come, studiando musica e cercando di conoscere sempre più artisti, generi, stili, nella quasi totalità dei casi si incontrino nomi legati a droga, alcool, sregolatezza e relativi elogi, nel rock, nel pop, nel funk, nel jazz, nella dance, persino nella musica generalmente definita "classica". Nel corso dei miei studi musicali, oltre ad un modello puramente stilistico ho sempre inseguito l'idea di trovare un modello di vita musicale e una volta ho chiesto ad un mio Maestro chi o cosa potessi ascoltare che non fosse famoso per le sue devianze: "Ti rimangono i Pooh. Forse".

Questa, da un po' di tempo, era la mia grande incognita. La soluzione mi fa quasi sorridere: Incognito. Non so se sono più grato a questa band per avermi dato una risposta a cui tenevo molto, o per avermi permesso di non essere costretto ad ascoltare solo Facchinetti&co. per il resto dei miei giorni.

"Don't shoot me, I'm only the piano player".

Positive Dan