Frequenze a Impulsi

La FAI Factory è uno spazio polivalente di partecipazione, espressione e creatività giovanile: si trova in un night club, ora ristrutturato, confiscato alla criminalità organizzata che il Comune di Milano ha assegnato ad Arché.

Le Frequenze a impulsi sono le attività condotte dai volontari di Arché per offrire a preadolescenti e adolescenti la possibilità di sviluppare capacità individuali e di gruppo, per essere protagonisti e responsabili.

La web radio che puoi ascoltare da questo sito racconta chi siamo e cosa facciamo nella FAI Factory, che è per noi opportunità educativa e canale creativo, terra di mezzo da abitare per dare spazio e possibilità di sviluppo a forme d’arte vicine ai ragazzi.

Tutto ciò nella Milano capitale dell’arte, del design, delle radio!

Ma tu ci credi?

Chi può salire su una familiare?

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=NpbA9hRaz5A[/youtube] Domenica pomeriggio al cinema, aspetto con mia moglie l’inizio del film di Quentin Tarantino.

Passano, al posto dei rimpianti trailer, le pubblicità. Intanto mi chiedo se Tarantino sia la scelta giusta per una domenica pomeriggio d’ottobre. Fisso distratto lo schermo. E' lo spot di Renault Scénic a svegliarmi da questo stato semi alterato di coscienza.

Vedo un papà caricare in macchina figli di suoi matrimoni precedenti, parlare serenamente di ex mogli e alla fine accompagnare il figlio del vicino di casa, un ragazzino dai tratti certamente non europei. Il pay-off è “Facciamo posto a tutte le famiglie”. Sarà che sto per vedere Tarantino, ma non colgo particolari provocazioni e rimango incuriosito. Anni fa un altro spot, sempre di Renault, uscito solo su Web aveva toccato il tema con maggior levità e poesia.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=GVcGr9RHqoU [/youtube]

Mi sono anche detto che forse qualcosa sta cambiando nella rappresentazione delle famiglie ricomposte o ricostituite. Poi è inziato il film di Tarantino con un dialogo d'apertura da Storia del Cinema.

La sera, tranquillizzatomi dopo la perturbazione emotiva del film, mi viene in mente il libro di Laura Fruggeri Diverse Normalità, (Carocci, 2005), un’interessante viaggio e lettura di tipi di famiglie. L’autrice guarda ai nuovi modi di essere famiglia cercando nella complessità le risorse possibili, valorizzando le opportunità all’interno di questi modelli, senza nascondere la sofferenza e le difficoltà che si possono incontrare in storie di separazione e ricomposizione.

Ma non è proprio un contesto accogliente, che sa riconoscere le persone come tali, al di là degli ideologismi, a poter lenire la sofferenza?

La domanda è retorica, ma non scontata. Cercando il video dello spot sulla rete mi imbatto in crociate e petizioni contro la Renault proprio per questa pubblicità.

Attenzione però: l’attacco non parte da famiglie separate che si sono sentite “usate” e offese dallo spot. Invece è solita iniziativa (a dire il vero anacronistica) promossa da chi crede di incarnare non solo il miglior modello famigliare, ma l’unico pensabile (provate a indovinare quale...).

Riguardo lo spot. E’ vero, la pubblicità può fare innervosire, l'atmosfera scivola spesso nel volgarotto.

Ma a me invece fa innervosire perché credo che ascoltare e raccontare storie, saper coglierle e cercare di intercettare le nuove forme di società, non debba essere solo prerogativa dei ricercatori di mercato e dei pubblicitari (ne conosco di coltissimi e con impressionanti capacità analitiche). E' triste constatare che arrivi prima il marketing, sempre. Prima di noi e dei nostri interessi.

Facciamo posto a tutte le famiglie nella testa non solo negli spot.

Paco