Frequenze a Impulsi

La FAI Factory è uno spazio polivalente di partecipazione, espressione e creatività giovanile: si trova in un night club, ora ristrutturato, confiscato alla criminalità organizzata che il Comune di Milano ha assegnato ad Arché.

Le Frequenze a impulsi sono le attività condotte dai volontari di Arché per offrire a preadolescenti e adolescenti la possibilità di sviluppare capacità individuali e di gruppo, per essere protagonisti e responsabili.

La web radio che puoi ascoltare da questo sito racconta chi siamo e cosa facciamo nella FAI Factory, che è per noi opportunità educativa e canale creativo, terra di mezzo da abitare per dare spazio e possibilità di sviluppo a forme d’arte vicine ai ragazzi.

Tutto ciò nella Milano capitale dell’arte, del design, delle radio!

Ma tu ci credi?

Parla Come Mangi

p5 foto 1 Che si usi un certo lessico per darsi un tono o per elevare lo spessore delle cose che si dicono non è certo una novità. Siamo abituati a sentire concetti piuttosto semplici, se non banali, “vestiti” di importanza dal linguaggio con cui ci vengono raccontati. Purtroppo questa pratica è diffusa tra i professionisti del sociale.

Nelle barzellette l’Appuntato dei Carbinieri prova a riformulare in un italiano aulico la denuncia dello smarrimento del cane o il verbale del tamponamento, con esiti esilaranti. Sul giornale, nella rubrica settimanale del sociologo o psichiatra di turno, leggiamo ne più ne meno il consiglio che ci poteva dare la zia o l’amico al bar, però scritto in uno slang protoscientifico-filosofico. Oggi è molto difficile vedere delle attività ludiche di gruppo per bimbi e ragazzi che non vengano chiamate laboratori. Non c’è nulla di male ed è divertente far fare a un gruppo di bimbi un lavoretto in serie che poi possano portare a casa, ma non è detto che si possa chiamare animazione o laboratorio. Non capisco poi perché i giochi non vengano chiamati col loro nome, giochi. Oltretutto sappiamo che i giochi sono cose serissime.

A questo punto vorrei puntualizzare. Anche perché questo mi  permette di fare un breve accenno a Bruno Munari al quale Frequenzeaimpulsi, almeno a livello ideale, deve molto.

Frequenzeaimpulsi è un laboratorio.

Quando vedo i ragazzi di Fai utilizzare tecnologie comuni, normalmente utilizzate per lo svago, in modo così creativo e sperimentale penso che Munari apprezzerebbe molto l’idea.

gattomeo

Mi riesce difficile presentare Bruno Munari in poche parole, sfuggirebbe a qualsiasi definizione univoca. Una vita di gioco e ricerca, arte, design, impegno nella formazione dei giovani designer e nell’animazione coi più piccoli. Umanamente ricchissimo.

Riesce molto più semplice spiegare perché i laboratori di Munari sono stati chiamati così. Perché in un laboratorio si sperimenta e si fanno scoperte.

In “Da cosa nasce cosa - appunti per un a metodologia progettuale” (1981, Ed Laterza) Munari, descrivendo i suoi Prelibri per piccolissimi scrive:

"Tutti sanno che i bambini amano farsi ripetere la stessa storia tante volte, e ogni volta il bambino se la fissa nella memoria, finché da adulto, decorerà la sua villa in campagna con i sette nani e biancaneve di cemento colorato. Così si distrugge nel bambino la possibilità di avere un pensiero elastico, pronto a modificarsi secondo l’esperienza e la conoscenza. Bisogna, fin che si è in tempo, abituare l’individuo a pensare, a immaginare, ad essere creativo."

Certamente questa frase fa parte del mio decalogo dell'Animazione. Sarebbe bello che almeno gli animatori e i professionisti del sociale se la ricordassero  prima di chiamare qualsiasi cosa laboratorio. Anche perché ci toglieremmo il sospetto che qualcuno possa credere che ai bambini si possa proporre di tutto un po’... tanto son bambini...

Paco