Frequenze a Impulsi

La FAI Factory è uno spazio polivalente di partecipazione, espressione e creatività giovanile: si trova in un night club, ora ristrutturato, confiscato alla criminalità organizzata che il Comune di Milano ha assegnato ad Arché.

Le Frequenze a impulsi sono le attività condotte dai volontari di Arché per offrire a preadolescenti e adolescenti la possibilità di sviluppare capacità individuali e di gruppo, per essere protagonisti e responsabili.

La web radio che puoi ascoltare da questo sito racconta chi siamo e cosa facciamo nella FAI Factory, che è per noi opportunità educativa e canale creativo, terra di mezzo da abitare per dare spazio e possibilità di sviluppo a forme d’arte vicine ai ragazzi.

Tutto ciò nella Milano capitale dell’arte, del design, delle radio!

Ma tu ci credi?

Mamma li turchi...

Sting feat. Cheb Mami - Desert Rose Oggi è mercoledì 20 maggio 2009. Mi sono alzato per fare colazione. Tra un biscotto e l'altro ho aspettato che mio padre finisse di leggere il giornale. Una volta giunto il mio turno vi ho trovato qualcosa di molto interessante.

Dopo le pagine dedicate alla condanna per corruzione di Mills, avvocato di Berlusconi, dopo i soliti botta e risposta tra maggioranza e opposizione, dopo la crisi la mia attenzione è stata attirata da un'intervista all'arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi. Ora, chi mi conosce  bene sa che se da una parte c'è la Chiesa dall'altra ci sono io; se da una parte c'è un fedele miope dall'altra ci sono io; se da una parte c'è il prete che ti vuole confessare dall'altra ci sono io e via discorrendo.

Detto ciò non sono di certo un agguerrito manicheo, e credo che chi mi conosce sappia anche questo.

Tettamanzi solleva, tra le altre, una questione fondamentale, sia per noi che per i nostri trisavoli: l'accoglienza dello straniero. Un tema quanto mai attuale. E' passata solo una settimana, infatti, dal giorno in cui il leghista Salvini ha provocatoriamente proposto di adibire alcuni vagoni dei mezzi pubblici del capoluogo lombardo al solo trasporto di cittadini milanesi. Quasi contemporanemente  il Ministro dell'Interno Maroni ha orgogliosamente annunciato il respingimento di alcune carrette del mare zeppe di... bingobongo? Immigrati? Libici? Africani? Persone?

Questo fatto ha provocato non poco trambusto tra le file dell'opposizione e continua a produrlo.

Tettamanzi, contrario a questo tipo di azioni, ha citato un passo della Bibbia preso dal terzo libro del Pentateuco: il Levitico. Questo è un libro particolare: le parti narrative sono molto ridotte e la quasi totalità del testo espone leggi liturgiche e sociali. Detto in parole povere Dio ordina a Mosè di riferire al suo popolo quanto gli sta dicendo e di metterlo in pratica. Levitico, XIX, 33-34:

Se un forestiero abiterà nella vostra terra, e prenderà dimora fra voi, non lo disprezzate; ma sia tra voi come un indigeno, ed amatelo come voi medesimi, giacchè foste anche voi forestieri nella terra d'Egitto[...]

Evidentemente se niente popò di meno che il Signore in persona affronta l'argomento significa che, evidentemente, il problema esisteva già allora e la tendenza era sempre la medesima: osteggiare il nuovo arrivato. Come dire, Nihil sub sole novum (Ecclesiaste, I,10).

Non voglio fare la lezioncina, non incarno lo spirito del buonista classico, so benissimo che accogliere non è facile, comporta miriadi di problemi da entrambe le parti e io stesso non sono il migliore esempio in assoluto anche se ci provo. E' pur vero che quelle centinaia di persone che cercano di entrare nel nostro Paese non hanno in mente di fare una scampagnata o un giro turistico, per non parlare di una piacevole gita in camporella. Ne hanno bisogno. Provengono da situazioni politiche instabili, guerre, fame, da luoghi sfruttati brutalmente da una spietata politica interna filooccidentale. Colonialismo e neocolonialismo non sono una novità. Inutile ricordare, poi, che proprio noi italiani siamo frutto di un'immigrazione durata secoli, che è ridicolo pensare che noi si discenda dai romani o chicchessia, solo un idiota con seri problemi può pensarlo. Siamo storicamente uno dei più grandi crogioli, melting pot se vi piace di più, della storia.

Alcuni politici sembrano dimenticarlo, quegli stessi politici che predicano l'integrazione e poi propongono classi  e vagoni divisi tra immigrati e italiani. Mi fermo qui.

Un saluto

Henry