Frequenze a Impulsi

La FAI Factory è uno spazio polivalente di partecipazione, espressione e creatività giovanile: si trova in un night club, ora ristrutturato, confiscato alla criminalità organizzata che il Comune di Milano ha assegnato ad Arché.

Le Frequenze a impulsi sono le attività condotte dai volontari di Arché per offrire a preadolescenti e adolescenti la possibilità di sviluppare capacità individuali e di gruppo, per essere protagonisti e responsabili.

La web radio che puoi ascoltare da questo sito racconta chi siamo e cosa facciamo nella FAI Factory, che è per noi opportunità educativa e canale creativo, terra di mezzo da abitare per dare spazio e possibilità di sviluppo a forme d’arte vicine ai ragazzi.

Tutto ciò nella Milano capitale dell’arte, del design, delle radio!

Ma tu ci credi?

9 maggio 2009 ROCK ON AIR: sintesi dell'evento

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=m39U5QzQE50[/youtube]The Jimi Hendrix Experience - Purple Haze  

 E' andata. Rock on Air si è svolto alla grande. Siamo tutti contenti e soddisfatti: organizzatori, presentatori, suonatori, ascoltatori e casuali avventori. Il concerto è cominciato intorno alle 16 con gli Indipendent Giutar, una band di giovani rockettari formatosi all'interno della scuola Franceschi, che hanno suonato un brano recentissimo (Human) e due intramontabili successi dei Dire Straits: Romeo & Juliet e Walk of Life.

Dopodichè è stato il momento del gruppo dei Babbofrog (due componenti del quale conducono il MotteVine Show sulle frequenze F.A.I) anche loro con un repertorio raffinato e variegato. In seguito al brano di apertura, Jumpin Jack Flash, hanno proposto le cover di Hai Un Momento Dio (superclassico del Liga nazionale) e una Purple Haze che ci fa rimpiangere la prematura scomparsa Jimi.

Mentre i tecnici impegnati nel cambio palco (Anna e Daniele) si davano parecchio da fare, i due presentatori fino a qui non ancora menzionati, Alberto e Francesco, hanno intervistato il responsabile del settore writing, Toni, che ha spiegato al pubblico in cosa consiste la sua attività.

Sistemati i musicisti sul palco è stato il momento dei Gypsy, un'altra band la cui attività musicale è sbocciata all'interno della scuola Franceschi, con  Scar Tissue e Californication.

Al termine della loro performance Arianna, uno dei componenti, è rimasta sul palco per accompagnare con la chitarra Elena, dando così origine ad un duo femminile molto apprezzato.

Con eccezionale coordinazione i tecnici hanno apprestato tutto quanto per le Pile Up, band composta da quattro carismatiche ragazze il cui repertorio (Molly's Lips, Franco Un American) ha dimostrato una spiccata predilezione per il punk.

In seguito è giunto il momento della roosveltiana band dei New Deal, formazione guidata dal front man Simo (fan accanito di Springsteen quasi come il blogger), autori e arrangiatori di tutti i brani da loro proposti.

Terminati i brani i New Deal sono stati raggiunti da Motte e Vine, rispettivamente chitarra-voce e basso dei Babbofrog, per dare vita ad un ibrido che ha riscosso molto successo tra i presenti.

Dulcis in fundo Anna, Alberto, Daniele e Francesco (membri attivi della F.A.I.) più Giovanni Roda hanno salutato gli spettatori con una jam blues e una dinamica Stand By Me.

Ecco fatto, direi che il resoconto può terminare. Non prima però di ringraziare: tutti i musicisti delle band che si sono alternate sul palco (Babbofrog, Indipendent Giutar, Gypsy, Elena & Arianna, Pile Up e New Deal), gli organizzatori (Jacopo  e incondizionatamente tutti i membri dell'Associazione Archè), la F.A.I., i tecnici, i presentatori (grazie grazie, troppo buoni), i ragazzi della security e quelli che sono rimasti ai banchetti (Giuditta, Chiara, Serena, Ramon) e il pubblico.

Se ho dimenticato qualcuno o qualcosa non è per volontà mia ma la memoria, nonostante la giovine età, già vacilla.

Un saluto a tutti, ragazzi. Alla prossima.

XX                               Henry