Frequenze a Impulsi

La FAI Factory è uno spazio polivalente di partecipazione, espressione e creatività giovanile: si trova in un night club, ora ristrutturato, confiscato alla criminalità organizzata che il Comune di Milano ha assegnato ad Arché.

Le Frequenze a impulsi sono le attività condotte dai volontari di Arché per offrire a preadolescenti e adolescenti la possibilità di sviluppare capacità individuali e di gruppo, per essere protagonisti e responsabili.

La web radio che puoi ascoltare da questo sito racconta chi siamo e cosa facciamo nella FAI Factory, che è per noi opportunità educativa e canale creativo, terra di mezzo da abitare per dare spazio e possibilità di sviluppo a forme d’arte vicine ai ragazzi.

Tutto ciò nella Milano capitale dell’arte, del design, delle radio!

Ma tu ci credi?

How Many Roads Must Bob Walk Down...

Bob Dylan
Bob Dylan

   Bob Dylan - Blowin In The Wind

Il tempo vola. Il 15 aprile è arrivato e passato e io sono andato a sentire Dylan.

Avevo comprato il biglietto tempo addietro in modo da gustare l’attesa e da non ricevere una probabile fregatura del tipo “Sold Out”. A proposito, il forum non era pieno e questo è risultato strano sia a me che al mio amico Tommi. Certo è che il Never Ending Tour ha già toccato l’Italia molte altre volte, senza contare che nei prossimi giorni l’ormai vetusto Bob avrebbe raggiunto prima Firenze e poi Roma. Vetusto, sì. Sessantotto anni non sono pochi, soprattutto per una rock star che ha reso il concerto dal vivo la propria ragione di vita. Nonostante gli anni e i diversi problemi di salute, però, Bob sembra in forma. Canta e suona. Non salta sul palco, non grida, non balla. Ma nessuno si aspetta questo da Dylan. Non è Shakira e nemmeno Iggy Pop. E’ il poeta folk del Rock.

Ore 21.05, molto più puntuale di molti altri suoi colleghi, Mr. Dylan sale sul palco con tutta la Band. Si sa, ormai ha adottato da tempo un abbigliamento da far west e il cappello di questa sera sembra proprio uscito da un film di John Ford. Per gli stivali leggi sopra. Imbraccia la chitarra, si posiziona al centro del palco, un cenno ai suoi e parte con un rock blues orecchiabile e trascinante evidentemente tratto dal suo nuovo album. Dopodichè si spengono le luci, il palco diventa un cielo stellato e comincia una versione riarrangiata (e cosa pretendevate???) di Just Like A Woman che il pubblico conosce a memoria e non perde l’occasione di cantare a gran voce.

Grande Bob! Il concerto prosegue alternando vecchi successi (Like A Rolling Stone, Desolation Row, Ballad Of A Thin Man) a canzoni più recenti. Il pubblico è abituato da decenni a ricevere dal vivo canzoni interamente riarrangiate, i brani sono ben articolati e molto più complessi rispetto alle versioni originali. Tra queste spicca una irriconoscibile versione di Blowin’ In The Wind.

La Band non perde un colpo. Dylan, a parte il brano di apertura, suona l’organo ed è situato alla destra del palco. La batteria è al centro e ruotata di tre quarti verso Bob, chitarristi e basso invece sono all’estrema sinistra. Nessuno dei musicisti lo

perde di vista, pronti ad assecondare ogni repentino cambio d’umore.

Il risultato è molto buono. Sembrano tutti soddisfatti, anche le decine di giovani e giovanissimi giunti per ascoltare il mito e per raccontare l’esperienza ai nipotini.

Il concerto finisce, ci salutiamo e alla prossima!

Certo che da Duluth ne ha fatta di strada, sia fisicamente che musicalmente, il caro vecchio Bob.

Sempre vostro

Henry